
Il documento analizza i diritti delle future generazioni in relazione all’ambiente e alla salute, attraverso un confronto delle normative di Francia, Portogallo e Spagna. Si evidenzia il riconoscimento crescente della responsabilità intergenerazionale, nonostante le sfide nel conciliare l’azione economica immediata con la sostenibilità a lungo termine.

Il ricorso 7189/21, presentato da Damien Carême contro la Francia, è stato dichiarato irricevibile dalla Grande Camera. Carême sosteneva che l’inazione della Francia sul cambiamento climatico violasse i suoi diritti alla vita e alla vita privata, ma la Corte ha ritenuto che non fosse una vittima ai sensi della CEDU.

La Corte europea dei diritti umani ha affrontato la questione della giurisdizione degli Stati in relazione agli effetti negativi del cambiamento climatico, distinguendo tra giurisdizione territoriale e extraterritoriale. La Corte ha riconosciuto che lo Stato di residenza dei ricorrenti ha giurisdizione territoriale e deve rispondere di eventuali violazioni dei diritti della Convenzione.

Il documento è una guida sull’Articolo 2 della CEDU, che garantisce il diritto alla vita. Offrendo un’analisi giuridica aggiornata, espone obbligazioni degli Stati per proteggere la vita, proibire la privazione intenzionale e garantire indagini su violazioni. È un utile riferimento per legali e studiosi del diritto internazionale.

Il caso riguarda un’associazione che ha contestato l’inazione dello Stato svizzero riguardo alle misure per contrastare il cambiamento climatico, sostenendo una violazione dei diritti fondamentali ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione.