[COST] La Convenzione europea dei diritti dell’uomo nella giurisprudenza della Corte costituzionale

Il documento è un quaderno di studio, redatto per un incontro tra la Corte Costituzionale italiana e il Tribunale federale della Svizzera (Losanna, 26-27 settembre 2024), che approfondisce l’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) nella giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana. Coordinato da M. A. Scurati Manzoni, con la collaborazione di A. M. M. De Giorgio, il testo esamina sistematicamente le pronunce della Corte in merito alla CEDU e al loro impatto sull’ordinamento giuridico italiano.

Struttura e contenuti principali

Parte I: L’ordinamento italiano e la CEDU

Questa parte analizza l’integrazione della CEDU nell’ordinamento italiano, delineando il suo rango subcostituzionale. Le disposizioni della Convenzione, introdotte con legge ordinaria, non assumono valore costituzionale e si applicano come norme interposte solo in relazione all’art. 117 della Costituzione. Ciò significa che le leggi italiane devono rispettare gli obblighi internazionali, compresi quelli della CEDU, ma senza implicare una cessione di sovranità.

Sono discusse le sentenze rilevanti:

  • Sentenza n. 8/2023: ribadisce che la CEDU non limita la sovranità nazionale (red. Navarretta).
  • Sentenza n. 240/2018: tutte le leggi italiane, incluse quelle comunitarie, devono rispettare i diritti garantiti dalla CEDU (red. Cartabia).
  • Sentenza n. 349/2007: la CEDU non ha potere gerarchicamente superiore rispetto alle leggi nazionali, evitando l’invocazione dell’art. 11 Cost. per la sua applicazione.

Parte II: Parametri convenzionali nella giurisprudenza costituzionale

Viene esplorato l’uso di specifici articoli della CEDU come parametri di giudizio. I capitoli sono dedicati ai singoli articoli della Convenzione, con sentenze significative per ogni disposizione. Alcuni temi trattati:

  • Art. 6 CEDU (diritto a un equo processo): analizza la possibilità di disposizioni retroattive, la durata ragionevole dei processi e le condizioni di applicazione.
  • Art. 8 CEDU (vita privata e familiare): la giurisprudenza ha affrontato casi complessi di tutela del minore, incluso il riconoscimento dei legami familiari in contesti di maternità surrogata.
  • Art. 7 CEDU (legalità penale): il principio di non retroattività in materia penale si applica, ma può essere soggetto a limitazioni per ragioni di ragionevolezza.

Parte III: Altri strumenti di tutela del Consiglio d’Europa

Oltre alla CEDU, il documento esamina la Carta sociale europea, che rappresenta un riferimento per la tutela sociale, e la Convenzione europea sul paesaggio, utilizzata come norma interposta in relazione alla protezione del territorio (art. 117 e art. 9 Cost.). Si osserva che la Carta europea delle autonomie locali è più limitata, non avendo valore precettivo.

Conclusioni

Il documento conclude con una riflessione sul ruolo della CEDU come strumento di armonizzazione e tutela dei diritti umani all’interno dell’ordinamento italiano, sottolineando il delicato equilibrio tra sovranità nazionale e obblighi internazionali.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Commenti

commenta, correggi, suggerisci

Scopri di più da FONDAMENTA ETS

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere