Informazioni sulla sentenza
- Numero di ricorso: 50849/21
- Data della sentenza: 23/11/2023
- Stato Convenuto: Polonia
- Oggetto: Tribunale indipendente e imparziale – Certezza giuridica – Revisione di giudizi definitivi – Riforma del sistema giudiziario
Fatti
Il caso riguarda il signor Lech Wałęsa, ex leader del sindacato Solidarność e già presidente della Polonia, che contestava la revisione di una sentenza di diffamazione definitiva a suo favore, emessa oltre dieci anni prima. Tale sentenza, relativa ad accuse di collaborazione con i servizi di sicurezza comunisti, era stata annullata dalla Camera di Revisione Straordinaria e Affari Pubblici della Corte Suprema polacca su richiesta straordinaria del Procuratore Generale. La revisione si è basata su una nuova procedura di ricorso straordinario introdotta nel 2018 come parte delle riforme giudiziarie polacche. Secondo Wałęsa, tale revisione non rispettava i requisiti di indipendenza e imparzialità del giudice e minava il principio di certezza giuridica. In particolare, la Camera incaricata della revisione era composta da giudici nominati attraverso un processo che, secondo il ricorrente, presentava carenze gravi in termini di trasparenza e indipendenza. Wałęsa ha sostenuto che l’intervento della Camera, in un contesto politico ostile, violava il suo diritto a un tribunale imparziale e stabilito per legge, nonché la sua privacy, considerando che il rovesciamento della sentenza di diffamazione aveva avuto un impatto significativo sulla sua reputazione.
Motivazioni
La Corte ha osservato che il ricorso straordinario usato nel caso di Wałęsa è stato introdotto per correggere presunti errori giudiziari fondamentali, ma il suo utilizzo indiscriminato rischia di compromettere la certezza del diritto. Ha rilevato che la Camera di Revisione Straordinaria, istituita come parte della controversa riforma giudiziaria polacca, non soddisfa i requisiti di indipendenza e imparzialità previsti dall’articolo 6 della Convenzione, poiché la nomina dei giudici è avvenuta tramite un Consiglio Nazionale della Magistratura ricomposto in modo non conforme agli standard internazionali di indipendenza. La Corte ha riscontrato che l’assenza di limiti chiari per il ricorso straordinario, l’estensione temporale della sua applicabilità e il potere discrezionale concesso alle autorità giudiziarie coinvolte erano incompatibili con il principio di prevedibilità del diritto. Inoltre, l’annullamento della sentenza favorevole a Wałęsa senza motivazioni sufficienti ha avuto un impatto negativo sulla sua vita privata, violando il requisito di rispetto della legalità. La Corte ha considerato che le autorità polacche abbiano agito in modo incompatibile con il principio della certezza giuridica e della stabilità delle decisioni giudiziarie.
Conclusioni
La Corte ha concluso che vi è stata una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione, poiché la Camera di Revisione Straordinaria non ha rispettato i requisiti di indipendenza e imparzialità. La Corte ha anche riscontrato una violazione dell’articolo 8, poiché il ribaltamento della sentenza definitiva ha comportato un’interferenza ingiustificata nella vita privata del ricorrente. La Corte ha invitato la Polonia a introdurre misure legislative e procedurali adeguate per garantire la conformità del sistema giudiziario con i principi di indipendenza e certezza del diritto.


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