
Il documento della Corte Costituzionale analizza il diritto alla sessualità dei detenuti in vari sistemi giuridici, evidenziando differenze normative. Mentre paesi come Francia e Canada regolano le visite intime, Regno Unito e Stati Uniti le escludono per motivi di sicurezza. La questione rimane controversa, bilanciando diritti e restrizioni.

Il documento analizza l’impatto delle misure Covid-19 sul sistema costituzionale italiano, evidenziando le decisioni della Corte Costituzionale. Sottolinea il predominio dello Stato nella gestione pandemica e la legittimità delle norme emergenziali, compresi gli obblighi vaccinali, riaffermando l’importanza di un coordinamento unitario per la salute pubblica.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il rifiuto di riconoscere un’identità di genere ‘neutra’ per una persona intersex non viola il diritto alla vita privata, ritenendo proporzionata la normativa francese basata sulla binarietà di genere.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la revisione straordinaria di una sentenza definitiva favorevole a Wałęsa, avvenuta tramite un tribunale non indipendente, violava il diritto a un processo equo e interferiva ingiustificatamente con la sua privacy.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha confermato la legittimità dell’ordine di anonimizzazione di un articolo d’archivio online, per bilanciare il diritto all’oblio di un medico responsabile di un incidente mortale e il diritto alla libertà di espressione del quotidiano belga ‘Le Soir’.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha riscontrato una violazione dei diritti alla privacy e alla libertà di espressione di Svetova e dei suoi familiari, derivante da una perquisizione e sequestro ingiustificati dei loro beni, incluse attrezzature giornalistiche, senza un effettivo controllo giudiziario.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il trattamento degradante subito dai detenuti in base alla gerarchia informale nelle carceri russe costituisce una violazione dell’articolo 3 della Convenzione, con un mancato intervento effettivo da parte delle autorità.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il confinamento prolungato e consecutivo di due detenuti in Estonia costituisce un trattamento degradante e inumano, in violazione dell’articolo 3 della Convenzione, criticando l’uso dell’isolamento come misura disciplinare di routine.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che le detenzioni e le sanzioni imposte ai manifestanti in Russia violavano i diritti alla libertà personale e alla libertà di espressione, condannando le autorità russe per abusi e trattamenti degradanti.