
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha riscontrato una violazione dei diritti alla privacy e alla libertà di espressione di Svetova e dei suoi familiari, derivante da una perquisizione e sequestro ingiustificati dei loro beni, incluse attrezzature giornalistiche, senza un effettivo controllo giudiziario.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il trattamento degradante subito dai detenuti in base alla gerarchia informale nelle carceri russe costituisce una violazione dell’articolo 3 della Convenzione, con un mancato intervento effettivo da parte delle autorità.