
L’uso di misure arbitrarie e umilianti contro partecipanti a eventi LGBT costituisce violazione multipla dei diritti fondamentali.

La Corte ha riconosciuto la responsabilità della Russia per violazioni multiple della Convenzione europea dei diritti umani in Crimea, a partire dal 2014. Le violazioni includono tortura, restrizioni alle libertà fondamentali, espropri e discriminazione contro i Tatari. La Russia è invitata a cessare tali pratiche e garantire rimedi efficaci.

La Corte europea dei diritti umani ha condannato la Russia per la violazione dell’articolo 4 della CEDU in un caso di tratta e sfruttamento lavorativo di donne migranti provenienti dal Kazakistan e dall’Uzbekistan. La Corte ha rilevato che la Russia non ha adempiuto agli obblighi positivi di protezione delle vittime di tratta e non ha…

La Corte Europea ha dichiarato che le restrizioni imposte dal Foreign Agents Act hanno violato i diritti di libertà di associazione e espressione delle ONG ricorrenti.

Due cittadini di etnia uzbeka contestano l’estradizione dalla Russia al Kirghizistan, sostenendo che comporterebbe un rischio di tortura. La Corte ha stabilito che le garanzie diplomatiche sono adeguate e ha respinto il ricorso.

La Corte Europea ha stabilito una violazione della libertà di espressione per aver condannato un media outlet a seguito di una causa di diffamazione avviata da un ente pubblico, affermando che le autorità esecutive non necessitano della stessa protezione della reputazione di soggetti privati.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che l’applicazione formale e arbitraria della normativa russa sugli eventi pubblici ha violato la libertà di espressione e di riunione dei ricorrenti, imponendo sanzioni amministrative per una protesta pacifica e per la creazione di un film satirico.

La Grande Camera della Corte europea ha stabilito che la Russia è responsabile per gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina orientale e per il coinvolgimento nel downing del volo MH17, sottolineando la necessità di un intervento a tutela dei diritti umani nei territori occupati.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha riscontrato una violazione dei diritti alla privacy e alla libertà di espressione di Svetova e dei suoi familiari, derivante da una perquisizione e sequestro ingiustificati dei loro beni, incluse attrezzature giornalistiche, senza un effettivo controllo giudiziario.