Informazioni sulla sentenza
- Numero di ricorso: 2840/10
- Data della sentenza: 15/03/2022
- Stato Convenuto: Russia
- Oggetto: Libertà di espressione – Diffamazione civile – Protezione reputazione autorità pubblica – Effetto dissuasivo
Fatti
Il caso riguarda l’azienda mediatica russa OOO Memo, proprietaria del portale Kavkazskiy Uzel, oggetto di procedimenti di diffamazione intentati dall’Amministrazione della Regione di Volgograd a seguito della pubblicazione di un’intervista con un esperto, che discuteva criticamente il conflitto tra autorità regionali e locali riguardo ai finanziamenti pubblici. L’Amministrazione ha ritenuto che alcuni passaggi dell’articolo danneggiassero la sua reputazione, sostenendo che i commenti sulle motivazioni politiche ed economiche alla base della sospensione di fondi regionali per la città di Volgograd fossero diffamatori. I tribunali russi hanno accolto le richieste dell’Amministrazione, ordinando alla compagnia ricorrente di ritrattare e pubblicare una smentita ufficiale sul portale.
Motivazioni
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha rilevato che la Russia, nel permettere a un organo esecutivo di intentare cause di diffamazione, ha interferito con il diritto alla libertà di espressione della ricorrente. La Corte ha sottolineato che l’oggetto della diffamazione verteva su critiche legittime verso una pubblica autorità, un tipo di controllo essenziale in una società democratica. La Corte ha ritenuto che le affermazioni dell’articolo rappresentassero giudizi di valore e non fatti oggettivi, ritenendo sproporzionata la reazione delle autorità russe in quanto tale restrizione minaccia di avere un effetto dissuasivo sulla libertà di stampa. La Corte ha inoltre osservato che le autorità esecutive, dotate di potere statale, non necessitano della stessa tutela della reputazione concessa a entità private, dato il loro ruolo pubblico e la possibilità di rispondere alle critiche con mezzi istituzionali.
Conclusioni
La Corte ha dichiarato la violazione dell’articolo 10 della Convenzione per la mancanza di una giustificazione legittima e proporzionata nella protezione della reputazione dell’ente pubblico, evidenziando l’importanza della libertà di critica verso le autorità pubbliche in una società democratica. La sentenza ha ribadito che le autorità pubbliche devono tollerare un grado più alto di critica e che il sistema giudiziario non deve essere utilizzato come strumento di intimidazione verso i media.


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