1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.
2. La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: (a) per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale; (b) per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; (c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.

L’uso letale della forza da parte della polizia è giustificato se assolutamente necessario per difendere da violenza illegale e accompagnato da indagine effettiva.

La Corte ha ritenuto inefficace l’inchiesta penale relativa al decesso per tumore polmonare, verosimilmente dovuto a esposizione professionale ad amianto, e ha rilevato una violazione procedurale dell’articolo 2 CEDU.

La Corte ha esaminato il ricorso di cittadini e associazioni riguardo all’inquinamento nella “Terra dei Fuochi” in Campania, ritenendo che le autorità italiane non abbiano adottato misure adeguate per proteggere la vita dei ricorrenti. Nonostante l’assenza di prova scientifica diretta, esiste un rischio reale e imminente. La Corte ha stabilito l’obbligo di una strategia globale…

La Corte ha riconosciuto la responsabilità della Russia per violazioni multiple della Convenzione europea dei diritti umani in Crimea, a partire dal 2014. Le violazioni includono tortura, restrizioni alle libertà fondamentali, espropri e discriminazione contro i Tatari. La Russia è invitata a cessare tali pratiche e garantire rimedi efficaci.

Il ricorso 7189/21, presentato da Damien Carême contro la Francia, è stato dichiarato irricevibile dalla Grande Camera. Carême sosteneva che l’inazione della Francia sul cambiamento climatico violasse i suoi diritti alla vita e alla vita privata, ma la Corte ha ritenuto che non fosse una vittima ai sensi della CEDU.

La Corte europea dei diritti umani ha affrontato la questione della giurisdizione degli Stati in relazione agli effetti negativi del cambiamento climatico, distinguendo tra giurisdizione territoriale e extraterritoriale. La Corte ha riconosciuto che lo Stato di residenza dei ricorrenti ha giurisdizione territoriale e deve rispondere di eventuali violazioni dei diritti della Convenzione.

Tom Mortier presenta ricorso contro il Belgio riguardo l’eutanasia praticata sulla madre, sostenendo la carenza di garanzie procedurali e il mancato coinvolgimento familiare.

I sopravvissuti di un naufragio denunciano lo Stato greco per la gestione negligente delle operazioni di salvataggio e per il trattamento degradante subito al loro arrivo, ottenendo il riconoscimento di violazioni del diritto alla vita e della dignità umana.

Il caso riguarda il ricorso di Harutyun Karapetyan contro l’Armenia per la presunta inadeguatezza delle indagini riguardanti la morte della moglie, asseritamente causata da negligenza medica. La Corte ha stabilito che le autorità armene hanno rispettato i requisiti procedurali previsti per garantire un’indagine adeguata ed efficace.

La Grande Camera della Corte europea ha stabilito che la Russia è responsabile per gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina orientale e per il coinvolgimento nel downing del volo MH17, sottolineando la necessità di un intervento a tutela dei diritti umani nei territori occupati.