Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

L’interferenza con l’attività giornalistica attraverso arresto e sequestro attrezzature senza giustificazione costituisce violazione della libertà di espressione.

L’uso di misure arbitrarie e umilianti contro partecipanti a eventi LGBT costituisce violazione multipla dei diritti fondamentali.

L’assenza di una valutazione adeguata del consenso e della vulnerabilità dei minori può condurre a violazioni multiple dei diritti fondamentali.

CEDU condanna l’Italia per trattamento inumano a detenuto anziano sotto regime 41 bis nonostante grave deterioramento cognitivo

La CEDU condanna l’Italia per il caso Niort: detenzione incompatibile con disturbi mentali e cure insufficienti

Lo Stato italiano è stato ritenuto responsabile per non aver garantito un’efficace tutela giudiziaria contro le violenze domestiche denunciate, agendo con ritardo e inefficacia, con conseguente prescrizione dei reati.

La Corte ha ritenuto che la contenzione meccanica per otto giorni consecutivi, non necessaria e applicata in assenza di pericolo concreto, costituisca trattamento inumano e degradante, aggravato da un’indagine interna inefficace.

La Guida sulla giurisprudenza dei diritti dei detenuti offre un’analisi dettagliata dei diritti sanciti dalla Convenzione Europea. Essa sottolinea il principio della dignità umana, l’importanza di condizioni di detenzione dignitose e la necessità di riabilitazione. Viene evidenziato il diritto ai contatti esterni, assistenza sanitaria adeguata e protezione contro discriminazioni. Questa guida serve come risorsa fondamentale…

La Corte ha riconosciuto la responsabilità della Russia per violazioni multiple della Convenzione europea dei diritti umani in Crimea, a partire dal 2014. Le violazioni includono tortura, restrizioni alle libertà fondamentali, espropri e discriminazione contro i Tatari. La Russia è invitata a cessare tali pratiche e garantire rimedi efficaci.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato i ricorsi contro la legge francese che criminalizza l’acquisto di prestazioni sessuali, considerandola un’ingerenza nel diritto alla vita privata. Tuttavia, ha riconosciuto la legittimità della legge per combattere sfruttamento e tratta, sottolineando l’importanza di misure di supporto per le persone coinvolte.