1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza
e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione
o credo, così come la libertà di manifestare la propria religione
o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico
o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e
l’osservanza dei riti.
2. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio
credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che
sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in
una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione
dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione
dei diritti e della libertà altrui.

La Corte ha riconosciuto la responsabilità della Russia per violazioni multiple della Convenzione europea dei diritti umani in Crimea, a partire dal 2014. Le violazioni includono tortura, restrizioni alle libertà fondamentali, espropri e discriminazione contro i Tatari. La Russia è invitata a cessare tali pratiche e garantire rimedi efficaci.

La Corte EDU ha stabilito che il divieto di macellazione rituale senza stordimento non viola la libertà di religione, in quanto tale divieto è giustificato dalla necessità di proteggere il benessere degli animali.