Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il confinamento prolungato e consecutivo di due detenuti in Estonia costituisce un trattamento degradante e inumano, in violazione dell’articolo 3 della Convenzione, criticando l’uso dell’isolamento come misura disciplinare di routine.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che le detenzioni e le sanzioni imposte ai manifestanti in Russia violavano i diritti alla libertà personale e alla libertà di espressione, condannando le autorità russe per abusi e trattamenti degradanti.

La Corte ha riconosciuto una serie di violazioni gravi e sistematiche da parte della Russia verso i cittadini georgiani durante il conflitto del 2008. Le compensazioni finanziarie sono state stabilite in favore delle vittime delle uccisioni, torture e distruzioni documentate, da distribuire sotto supervisione internazionale.

La Corte europea ha valutato la presunta espulsione collettiva di cinque sudanesi dall’Italia, dichiarando che il primo ricorrente non ha subito violazioni dell’articolo 3.

La Corte europea ha stabilito che non vi è stata violazione dell’articolo 3 nei confronti del ricorrente, detenuto con gravi disturbi mentali, confermando l’adeguatezza del trattamento ricevuto in prigione.

La Corte europea ha valutato l’operato delle autorità italiane nei confronti di un detenuto con gravi problemi psichiatrici, confermando che non vi è stata violazione degli articoli 2 e 3 della Convenzione.

La Corte europea ha riscontrato violazioni degli articoli 3 e 5 da parte dell’Italia per il trattamento degradante e la detenzione arbitraria di migranti sudanesi, con condizioni di trasferimento e detenzione lesive della dignità umana.

Il ricorrente lamenta il peggioramento delle sue condizioni di salute in carcere e sostiene che il mancato trattamento adeguato abbia costituito una violazione dei suoi diritti umani.

Il ricorrente, affetto da patologie legate all’HIV, lamentava che la sua detenzione durante la pandemia di COVID-19 fosse inumana e degradante. La Corte ha però concluso che le autorità italiane avevano adottato misure adeguate per prevenire il contagio e fornire cure.

La Corte ha condannato l’Estonia per l’uso sproporzionato dell’isolamento carcerario nei confronti di due detenuti, violando i loro diritti umani.