
Laddove il giornalista agisce in buona fede e riferisce fatti di interesse pubblico, non sussiste obbligo statale di sanzione penale per la tutela della reputazione altrui.

La mancata motivazione adeguata dei giudici nazionali nel valutare le doglianze di un avvocato sulla diffusione di un video da parte della polizia ha costituito una violazione dell’articolo 8.

L’assenza di controllo giudiziale sulla perquisizione di un ufficio notarile viola il diritto al rispetto della vita privata e professionale.

La CEDU ritiene legittima la protezione del privilegio parlamentare anche in casi di gravi impatti sulla privacy individuale

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 29-bis, comma 1, della legge n. 184/1983, che impedisce alle persone non coniugate di accedere all’adozione internazionale, violando i diritti alla vita privata e all’autodeterminazione. Questa decisione valorizza l’idoneità genitoriale individuale e promuove il pluralismo familiare in Italia.

Il documento analizza la procreazione medicalmente assistita (PMA) nell’ordinamento giuridico italiano, evidenziando le modifiche della Corte Costituzionale sulla Legge n. 40/2004. Esamina sentenze che hanno ampliato i diritti individuali, sottolineando la necessità di aggiornamenti legislativi per affrontare problematiche come la ricerca sugli embrioni e i diritti delle coppie omosessuali.

La Corte Europea ha ritenuto che l’Islanda non abbia violato i diritti di un cittadino in sedia a rotelle, considerando adeguate le misure adottate per migliorare l’accessibilità a due edifici pubblici nonostante le carenze.

Il cittadino pakistano Zeshan Muhammad ha sostenuto di essere stato fermato dalla polizia spagnola per un controllo d’identità a causa del colore della pelle, portando la questione alla Corte Europea per presunta discriminazione razziale. La Corte ha stabilito che non vi era violazione dei diritti umani, ritenendo sufficienti le giustificazioni delle autorità spagnole.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il rifiuto di riconoscere un’identità di genere ‘neutra’ per una persona intersex non viola il diritto alla vita privata, ritenendo proporzionata la normativa francese basata sulla binarietà di genere.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la revisione straordinaria di una sentenza definitiva favorevole a Wałęsa, avvenuta tramite un tribunale non indipendente, violava il diritto a un processo equo e interferiva ingiustificatamente con la sua privacy.