
Sanzionare l’espressione di scetticismo verso dati ufficiali, senza provare l’intenzionalità della falsità, non è compatibile con una società democratica.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto legittima la condanna di un politico per la mancata rimozione di commenti di odio da un profilo Facebook, confermando che le misure erano proporzionate alla protezione dell’ordine pubblico e dei diritti delle minoranze.
