Il documento “Practice Direction: Just satisfaction claims (Article 41 of the Convention)” è una “direttiva pratica” emessa dal Presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) che spiega come e in quali circostanze i ricorrenti possano ottenere un risarcimento (denominato “just satisfaction”) quando la Corte constata una violazione dei loro diritti convenzionali. Il testo illustra i criteri che la Corte adotta per stabilire un risarcimento pecuniario o non pecuniario, i principi di quantificazione del danno, i requisiti formali per presentare correttamente una domanda di “giusta soddisfazione” e le modalità di esecuzione della sentenza da parte dello Stato condannato.
Sintesi del contenuto
- Finalità del risarcimento (giusta soddisfazione) secondo l’Articolo 41 della Convenzione
- La “just satisfaction” non è lo scopo principale della Corte (il cui compito primario è far rispettare la Convenzione), ma è accessoria a tale funzione.
- La Corte la concede soltanto se il diritto interno dello Stato coinvolto consente un risarcimento parziale o se sia comunque “necessario”.
- L’importo assegnato è equitativo (non punitivo), e non prevede quindi somme “esemplari” o “aggravate”.
- Pecuniary e non-pecuniary damage (danno pecuniario e non pecuniario)
- Danno pecuniario: la Corte risarcisce il danno effettivo conseguente alla violazione (lucro cessante e danno emergente), purché l’esistenza e l’entità di tale danno siano provate con un sufficiente nesso causale.
- Danno non pecuniario: consiste in sofferenza morale o fisica; non serve una prova puntuale (ad esempio, documenti clinici), ma la Corte valuta una somma equa in base alla gravità, alla durata e agli effetti della violazione.
- In entrambi i casi, la Corte può decidere che il riconoscimento stesso della violazione, attraverso la sentenza, costituisca “soddisfazione sufficiente” e dunque non conceda somme di denaro.
- Costi e spese legali
- La Corte può ordinare che siano rimborsati i costi e le spese necessariamente sostenuti, sia in sede nazionale sia dinanzi alla Corte, in relazione alla violazione riscontrata.
- Questi costi devono essere effettivamente sostenuti (o da sostenere per obbligo contrattuale) e considerati “ragionevoli”.
- Eventuali rimborsi già ottenuti (ad esempio, attraverso legale aid del Consiglio d’Europa) saranno detratti.
- Requisiti formali per presentare le richieste di giusta soddisfazione
- Le richieste devono rispettare i criteri indicati nella Regola 60 del Regolamento della Corte:
- Devono essere presentate entro i termini fissati e accompagnate dalla documentazione necessaria (fatture, parcelle, ecc.), salvo casi eccezionali.
- La Corte non esamina richieste tardive o insufficientemente motivate, a meno che sussistano giustificazioni adeguate.
- In casi “ripetitivi” (ovvero simili a precedenti giudicati dalla Corte), talvolta non è necessario inviare una richiesta separata di giusta soddisfazione, poiché la Corte può basarsi su precedenti pronunce “pilota” o su proposte di risoluzione amichevole standard.
- Le richieste devono rispettare i criteri indicati nella Regola 60 del Regolamento della Corte:
- Criteri di calcolo e forma del risarcimento
- Gli importi sono generalmente liquidati in euro, con conversione nella moneta locale al tasso di cambio del giorno del pagamento.
- La Corte fissa un termine (in genere tre mesi) entro cui lo Stato deve versare la somma; oltre questo termine, può essere previsto un interesse di mora.
- Le somme possono essere riconosciute congiuntamente o separatamente (ad esempio, direttamente sul conto del legale o di più ricorrenti).
- Esecuzione delle sentenze
- Le sentenze della Corte hanno natura prevalentemente dichiarativa. L’obbligo di versare la somma stabilita è vincolante, ma la scelta delle misure concrete spetta allo Stato convenuto, sotto la supervisione del Comitato dei Ministri.
- In casi particolarmente gravi o di natura sistemica, la Corte può suggerire misure specifiche; tuttavia, nella maggior parte dei casi, il pagamento del risarcimento è la misura principale.
In definitiva, il documento chiarisce come la Corte EDU, nel caso in cui accerti una violazione della Convenzione, decida se e in quale misura riconoscere un risarcimento. Il risarcimento mira a ripristinare per quanto possibile la situazione preesistente, in base all’equità e alla prassi consolidata della Corte.


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