- Numero di ricorso: 3041/19
- Data della sentenza: 16 novembre 2023
- Stato Convenuto: Spagna
- Oggetto: registrazione nascita – documenti d’identità – diritti minori – negligenza statale
Fatti
Il ricorrente, G.T.B., nato in Messico nel 1985 da madre spagnola, non è stato registrato alla nascita nel Consolato spagnolo in Messico. A seguito di un terremoto, la madre di G.T.B. ha fatto ritorno in Spagna nel 1985 insieme ai suoi due figli, ma il ricorrente non è stato mai formalmente registrato dalle autorità spagnole. Negli anni successivi, il ricorrente ha vissuto in difficili condizioni economiche e familiari, trascorrendo parte dell’infanzia in affidamento e sviluppando problemi di salute mentale, inclusa la schizofrenia paranoide. A causa della mancata registrazione della sua nascita, il ricorrente non è riuscito a ottenere un documento d’identità fino ai 21 anni, circostanza che ha ostacolato il suo accesso all’istruzione, all’occupazione e ai servizi sociali. La madre di G.T.B. ha cercato più volte di registrare la nascita del figlio tra il 1997 e il 2006, ma le autorità hanno richiesto documenti che la madre non era in grado di fornire. Solo nel 2006, dopo un lungo iter burocratico, il ricorrente ha ottenuto la registrazione della sua nascita e, successivamente, la carta d’identità. Questo ritardo ha avuto effetti devastanti sulla sua vita, portando a difficoltà nell’accesso all’istruzione e al mercato del lavoro, e contribuendo a un ulteriore deterioramento della sua salute mentale. G.T.B. ha intentato un’azione contro lo Stato spagnolo per negligenza, chiedendo il risarcimento per i danni morali e materiali subiti.
Motivazioni
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha analizzato il caso principalmente alla luce dell’Articolo 8 della Convenzione, che garantisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare, e dell’obbligo positivo dello Stato di agire con diligenza per garantire i diritti fondamentali dei cittadini, in particolare dei minori vulnerabili. La Corte ha riconosciuto che la mancata registrazione della nascita del ricorrente ha avuto conseguenze significative e negative per la sua vita, impedendogli di esercitare diritti fondamentali come l’accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria e all’occupazione. Inoltre, la Corte ha osservato che lo Stato spagnolo, pur essendo a conoscenza delle difficoltà della madre del ricorrente e della situazione critica del minore, non ha agito con sufficiente tempestività o efficacia per risolvere il problema della sua registrazione, violando così l’obbligo di diligenza imposto dall’Articolo 8. Sebbene la procedura di registrazione della nascita richieda la produzione di documenti a supporto, la Corte ha sottolineato che le autorità devono agire in modo flessibile e adattabile quando le circostanze lo richiedono, in particolare quando è in gioco il miglior interesse del minore. La Corte ha inoltre notato che il ritardo accumulato dalle autorità spagnole non era giustificato e che l’intervento più rapido avrebbe potuto evitare le gravi conseguenze subite dal ricorrente.
Conclusioni
La Corte ha riscontrato una violazione dell’Articolo 8 della Convenzione, ritenendo che le autorità spagnole non abbiano agito con la dovuta diligenza per registrare la nascita del ricorrente in un tempo ragionevole e che ciò abbia comportato gravi ripercussioni sui suoi diritti fondamentali. Lo Stato spagnolo è stato condannato a risarcire il ricorrente per i danni morali subiti, riconoscendo la responsabilità delle autorità nel mancato rispetto del diritto alla vita privata e alla dignità personale. La Corte ha ordinato un risarcimento di 20.000 euro per i danni morali, oltre a un rimborso delle spese legali sostenute dal ricorrente.


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