Informazioni sulla sentenza

  • Numero di ricorso: 5084/18
  • Data della sentenza: 10/11/2022
  • Stato Convenuto: Ucraina
  • Oggetto: Trasferimento di detenuto – Conversione di pena – Irreducibilità della pena – Articolo 7 – Proibizione dei trattamenti inumani e degradanti

Fatti

Il ricorrente, Sergiy Kupinskyy, è stato condannato all’ergastolo in Ungheria con possibilità di rilascio condizionato dopo vent’anni. Successivamente, è stato trasferito in Ucraina per scontare la pena nel suo paese d’origine. Tuttavia, le autorità ucraine hanno convertito la pena in ergastolo irreducibile, negando di fatto la possibilità di rilascio. La mancata concessione della libertà condizionale e l’irriducibilità della pena sono stati contestati dal ricorrente come violazioni dell’articolo 3 e dell’articolo 7 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, sostenendo che le condizioni del trasferimento non avrebbero dovuto comportare un aggravamento della sua situazione rispetto alla condanna originale.

Motivazioni

La Corte ha ritenuto che la conversione della pena in Ucraina, che ha reso di fatto irreducibile l’ergastolo precedentemente riducibile, costituisce un aggravamento della pena, violando l’articolo 7 della Convenzione, che vieta di infliggere una pena più severa di quella originaria. Ha inoltre rilevato una violazione dell’articolo 3 della Convenzione, poiché l’ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale, come configurato dalla giurisprudenza ucraina, è incompatibile con il divieto di trattamenti inumani e degradanti. La Corte ha sottolineato che, secondo il diritto internazionale e i principi della Convenzione, ogni Stato deve evitare che la conversione di una pena in un altro Stato possa portare a una pena di natura o durata superiore a quella prevista dallo Stato d’origine.

Conclusioni

La Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 3 per l’imposizione di una pena irreducibile e dell’articolo 7 per l’aggravamento della pena a seguito del trasferimento. Ha ordinato il pagamento di un risarcimento di 2.500 euro per danno non patrimoniale e ha raccomandato all’Ucraina di adottare misure per garantire il rispetto dei diritti dei detenuti trasferiti, evitando che i trasferimenti aggravino la loro posizione penale rispetto alla condanna originaria.

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