
Il caso riguarda l’applicazione di sanzioni disciplinari a insegnanti con status di funzionari pubblici in Germania, per la loro partecipazione a scioperi sindacali, in violazione del divieto costituzionale di sciopero per tali figure. La Corte ha confermato che il divieto di sciopero è compatibile con l’Art. 11 della Convenzione.

La Corte Europea ha stabilito che l’uso della tecnologia di riconoscimento facciale da parte delle autorità russe ha violato i diritti alla privacy e alla libertà di espressione di un manifestante pacifico. La mancanza di norme specifiche ha contribuito a un’intrusione eccessiva e ingiustificata nella vita privata, scoraggiando la partecipazione alle manifestazioni.