
La confisca imposta a un socio per proventi ottenuti dalla società estinta viola l’art. 1 Prot. 1 in assenza di base legale chiara e prevedibile.

L’assenza di un’adeguata valutazione delle argomentazioni difensive e della proporzionalità della condanna patrimoniale viola sia l’art. 6 § 1 sia l’art. 1 del Protocollo n. 1.

La Corte ha ritenuto che, pur in assenza di condanna definitiva, le autorità italiane abbiano confermato una responsabilità penale ai fini della confisca, violando la presunzione d’innocenza, con ulteriori rilievi sulla prevedibilità della misura ai sensi dell’art. 1 Prot. 1.

La Corte Europea ha confermato la proporzionalità della confisca di fondi appartenenti a Melandri, accusato di riciclaggio, e ha respinto la denuncia di violazione dei diritti di difesa in relazione all’origine illecita dei fondi sequestrati a San Marino.

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha rilevato una violazione del diritto delle ricorrenti al rispetto dei beni, a seguito dell’invalidazione dei loro titoli di proprietà su terreni ubicati in zone di protezione ferroviaria senza compensazione. L’Ucraina è tenuta a risarcire le ricorrenti o restituire i titoli.

Il caso riguarda la confisca della statua ‘Victorious Youth’, esportata illegalmente dall’Italia e acquistata dal Getty Trust, con le autorità italiane che rivendicano il suo recupero come parte del patrimonio culturale nazionale.

La Corte ha riconosciuto la violazione del diritto alla libertà e alla sicurezza di un avvocato ucraino arrestato e privato dei suoi beni senza giustificazioni sufficienti.

La “Guida sull’Articolo 7” della CEDU è fondamentale per comprendere il principio di “nulla poena sine lege”, stabilendo che nessuno può essere punito senza una legge chiara. Il documento analizza anche la prevedibilità delle norme penali, evidenziando l’importanza della legalità e dei diritti umani nel diritto penale europeo.