Informazioni sulla sentenza
- Numero di ricorso: 40792/10, 30538/14 e 43439/14
- Data della sentenza: 17/01/2023
- Stato Convenuto: Russia
- Oggetto: Art 8 – Obblighi positivi – Vita privata e familiare – Mancanza di riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso
Fatti
Il caso riguarda sei cittadini russi, suddivisi in tre coppie omosessuali, i quali hanno tentato di registrare le loro unioni come matrimonio presso gli uffici del registro in Russia. Le richieste sono state respinte dalle autorità russe in quanto il Codice della famiglia definisce il matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna. I ricorrenti hanno impugnato tali decisioni in tribunale, sostenendo che la mancanza di riconoscimento legale delle loro relazioni violasse il loro diritto al rispetto della vita privata e familiare sancito dall’articolo 8 della Convenzione. Dopo aver esaurito i ricorsi interni senza successo, i ricorrenti hanno portato la questione davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Motivazioni
La Corte ha analizzato se esistesse un obbligo positivo per la Russia di prevedere un riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso. Ha stabilito che, alla luce della giurisprudenza consolidata e della tendenza prevalente tra gli Stati membri, esiste un obbligo per gli Stati di garantire un quadro legale che offra un’adeguata protezione alle coppie dello stesso sesso. La Corte ha ritenuto che la Russia abbia oltrepassato il margine di apprezzamento a sua disposizione, non giustificando l’assenza di qualsiasi forma di riconoscimento legale con motivazioni d’interesse pubblico che potessero prevalere sui diritti dei ricorrenti.
Conclusioni
La Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 8 della Convenzione per la mancata creazione di un quadro legale che offra riconoscimento e protezione alle coppie dello stesso sesso. Ha chiarito che, pur non essendo richiesto il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso sotto forma di matrimonio, la Russia ha violato i diritti dei ricorrenti non provvedendo a una forma alternativa di tutela giuridica. La Corte ha quindi ordinato alla Russia di adeguarsi alle proprie obbligazioni internazionali e di garantire protezione alle coppie omosessuali.


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