
Violazione del diritto di proprietà e del domicilio: Corte EDU condanna l’Ucraina per mancata tutela giurisdizionale di un’anziana proprietaria

Violazione dell’Articolo 8 e del diritto di accesso al giudice per una giudice ucraina esclusa dalle funzioni dopo la riforma giudiziaria

La CEDU condanna l’Italia per il caso Niort: detenzione incompatibile con disturbi mentali e cure insufficienti

La Corte ha ritenuto inefficace l’inchiesta penale relativa al decesso per tumore polmonare, verosimilmente dovuto a esposizione professionale ad amianto, e ha rilevato una violazione procedurale dell’articolo 2 CEDU.

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 29-bis, comma 1, della legge n. 184/1983, che impedisce alle persone non coniugate di accedere all’adozione internazionale, violando i diritti alla vita privata e all’autodeterminazione. Questa decisione valorizza l’idoneità genitoriale individuale e promuove il pluralismo familiare in Italia.

La revocazione di cui all’art. 391-quater c.p.c. si applica solo in casi di violazioni che riguardano diritti di stato della persona. Sono escluse richieste meramente risarcitorie.

Lo Stato italiano è stato ritenuto responsabile per non aver garantito un’efficace tutela giudiziaria contro le violenze domestiche denunciate, agendo con ritardo e inefficacia, con conseguente prescrizione dei reati.

La Corte ha ritenuto che le ispezioni fiscali presso i locali aziendali dei ricorrenti non rispettavano i criteri di legalità previsti dalla CEDU, per mancanza di sufficienti garanzie contro l’arbitrarietà.

La Corte ha esaminato il ricorso di cittadini e associazioni riguardo all’inquinamento nella “Terra dei Fuochi” in Campania, ritenendo che le autorità italiane non abbiano adottato misure adeguate per proteggere la vita dei ricorrenti. Nonostante l’assenza di prova scientifica diretta, esiste un rischio reale e imminente. La Corte ha stabilito l’obbligo di una strategia globale…