
L’assenza di un’adeguata valutazione delle argomentazioni difensive e della proporzionalità della condanna patrimoniale viola sia l’art. 6 § 1 sia l’art. 1 del Protocollo n. 1.

L’applicazione non prevedibile dei termini per l’impugnazione e il formalismo eccessivo hanno compromesso il diritto dei ricorrenti ad accedere a un tribunale.

Il protrarsi dell’attività della fonderia, nonostante evidenze di rischio per la salute pubblica, ha costituito una violazione dell’articolo 8.

La detenzione preventiva e il divieto di espatrio dopo l’estradizione di un imputato, fondati su mandato giudiziario, non violano la Convenzione.

Il rifiuto di una licenza di pubblica sicurezza basato su valutazioni relative a relazioni personali in un contesto criminale sensibile è conforme all’articolo 8.

La nomina di giudici nonostante ordini giudiziari vincolanti e il blocco legislativo della revisione giurisdizionale hanno reso illusorio il diritto del ricorrente a un equo processo.

Il mancato accesso a un detenuto a una videoudienza e il controllo arbitrario della corrispondenza giudiziaria ledono gravemente i diritti fondamentali.

L’uso di misure arbitrarie e umilianti contro partecipanti a eventi LGBT costituisce violazione multipla dei diritti fondamentali.

L’assenza di controllo giudiziale sulla perquisizione di un ufficio notarile viola il diritto al rispetto della vita privata e professionale.

L’estensione della detenzione da parte di un giudice privo di giurisdizione e l’uso di pressioni per ritirare il ricorso violano l’art. 34 CEDU.