
La Corte ha accertato che M.B., ex giudice e membro di una ONG critica del sistema giudiziario, è stata discriminata dall’HCJ per le sue opinioni. Il trattamento pregiudizievole è stato ritenuto una violazione degli articoli 10, 11 e 14 della Convenzione, con la richiesta di riforme procedurali da parte dello Stato georgiano per evitare discriminazioni…

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che l’applicazione formale e arbitraria della normativa russa sugli eventi pubblici ha violato la libertà di espressione e di riunione dei ricorrenti, imponendo sanzioni amministrative per una protesta pacifica e per la creazione di un film satirico.

La Corte Europea ha confermato la proporzionalità della confisca di fondi appartenenti a Melandri, accusato di riciclaggio, e ha respinto la denuncia di violazione dei diritti di difesa in relazione all’origine illecita dei fondi sequestrati a San Marino.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto violazioni della Convenzione da parte di Georgia e Azerbaigian per la mancata protezione di un giornalista rapito e detenuto illegalmente, evidenziando carenze procedurali nelle indagini e nell’autorizzazione alla detenzione.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che la riforma della giurisdizione universale in Spagna non viola il diritto di accesso alla giustizia, in quanto giustificata e proporzionata alla luce degli obiettivi nazionali e internazionali.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riscontrato una violazione del diritto all’accesso alla giustizia in relazione alle spese legali non rimborsate alla ricorrente, poiché queste superavano il risarcimento concesso dallo Stato croato per la lunghezza eccessiva del procedimento di esecuzione.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riscontrato una violazione degli articoli 3 e 8 nel caso di Daugaard Sorensen contro la Danimarca, evidenziando come gli errori procedurali abbiano impedito la prosecuzione delle accuse per stupro.

Procedimento disciplinare a carico di un medico che, sul proprio sito web, aveva pubblicato affermazioni non scientifiche sull’inefficacia dei vaccini, ritenute dalle autorità austriache non conformi agli standard professionali e alla necessità di garantire un’informazione obiettiva sulla salute pubblica.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato che l’ingerenza nella libertà di espressione di un consigliere comunale accusato di diffamazione era giustificata per la tutela della reputazione di un ente pubblico.

Biljana Kajganić, avvocata serba, lamenta la violazione del diritto alla privacy e a un processo di durata ragionevole, in relazione a un articolo diffamatorio pubblicato nel contesto di un caso di alto profilo. La Corte Europea si esprime sulla bilanciatura tra il diritto alla reputazione e la libertà di espressione.