1. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza.
2. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.

La CEDU ritiene legittima la protezione del privilegio parlamentare anche in casi di gravi impatti sulla privacy individuale

Trasmissione legittima di dati da indagini penali alle autorità per la concorrenza, nessuna violazione dell’articolo 8

CEDU condanna la Francia per mancanza di protezione a minore non accompagnato, violato l’articolo 8 della Convenzione

Violazione del diritto di proprietà e del domicilio: Corte EDU condanna l’Ucraina per mancata tutela giurisdizionale di un’anziana proprietaria

Violazione dell’Articolo 8 e del diritto di accesso al giudice per una giudice ucraina esclusa dalle funzioni dopo la riforma giudiziaria

La Corte ha ritenuto che le ispezioni fiscali presso i locali aziendali dei ricorrenti non rispettavano i criteri di legalità previsti dalla CEDU, per mancanza di sufficienti garanzie contro l’arbitrarietà.

La Corte ha riconosciuto che la perquisizione nella sede dell’associazione massonica e la raccolta dei dati personali dei suoi membri hanno violato il diritto al rispetto del domicilio e della vita associativa, in assenza di un controllo giudiziario e di garanzie sufficienti contro abusi.

La Guida sulla giurisprudenza dei diritti dei detenuti offre un’analisi dettagliata dei diritti sanciti dalla Convenzione Europea. Essa sottolinea il principio della dignità umana, l’importanza di condizioni di detenzione dignitose e la necessità di riabilitazione. Viene evidenziato il diritto ai contatti esterni, assistenza sanitaria adeguata e protezione contro discriminazioni. Questa guida serve come risorsa fondamentale…

La Corte ha riconosciuto la responsabilità della Russia per violazioni multiple della Convenzione europea dei diritti umani in Crimea, a partire dal 2014. Le violazioni includono tortura, restrizioni alle libertà fondamentali, espropri e discriminazione contro i Tatari. La Russia è invitata a cessare tali pratiche e garantire rimedi efficaci.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato i ricorsi contro la legge francese che criminalizza l’acquisto di prestazioni sessuali, considerandola un’ingerenza nel diritto alla vita privata. Tuttavia, ha riconosciuto la legittimità della legge per combattere sfruttamento e tratta, sottolineando l’importanza di misure di supporto per le persone coinvolte.